K2 il sogno l’incubo
Ieri sera ho visto la prima puntata del documentario, molto interessante e affascinante. Una spedizione alla vetta del K2, curata e accompagnata (giornalisticamente) da Marco Mazzocchi.
CIAO STEFANO E GRAZIE PER LE EMOZIONI!
Immagini che raccontano il tentativo – di cui l’autore è testimone – di quattro alpinisti italiani (i componenti del team ”Mountain Freedom”) di scalare gli 8611 metri del K2, la seconda montagna del mondo per altezza, la piu’ difficile. Mazzocchi, grazie alle telecamere di Raidue e alle camere digitali dei quattro alpinisti che hanno ripreso metro per metro la propria scalata, ripropone, rispettosamente, quell’impresa e il dramma che l’ha segnata (la morte di uno degli alpinisti), cercando di mostrare, a chi non lo conosce, un mondo affascinante ma anche di difficile comprensione. Al centro della prima puntata, in onda domani l’arrivo e la breve permanenza ad Islamabad, Capitale del Pakistan; il trasferimento in auto fino a Skardu, i due giorni di viaggio sull’asfalto della Karakorum Highway a contatto con il fiume Indo. Poi l’insidioso tragitto in Jeep sul terreno sterrato ed a picco nel vuoto che porta fino ad Askole, base di partenza dei trekkers e degli alpinisti che puntano le vette della catena del Karakorum; i dieci giorni di durissimo cammino sui sassi e sul ghiaccio del Baltoro, uno dei ghiacciai piu’ estesi del mondo con i suoi 62 km. di lunghezza.
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Tags: alpinisti, avventura, documentario, Freedom, ghiacciai, Islamabad, Jeep, k2, mazzocchi, montagna, Mountain, Mountain Freedom, paesaggi, Pakistan, Rai, spedizione, vetta
Molto interessante!
Ho visto la prima parte e vedrò la seconda. Uno dei tre alpinisti, Stefano Zavka, è mio amico, e dato che E’ mio amico, insieme ad altri lo stiamo aspettando. Abbiano pazienza, del resto siamo montanari!!
Chiedo al forum:
come posso scaricare dalla rete la prima puntata per poterla masterizzare?
Grazie.
Per prelevare il video devi trovare un programma che da youtube lo estrapota e lo scarica. fai una ricerca su google.
ciao,ho aggiunto anche io il tuo blog negli amici
grazie ancora Fabione
i video sono stati rimossi da youtube
sai dove posso trovare la prima puntata che ho purtroppo perso?
Non mi sono vista questo programma, certo mi piace molto la montagna e la neve, anche se non ho il coraggio di certi alpinisti.
Ciao
No mi dispiace io li ho trovati e cercati come te su youtube.
non so prova a fare più ricerche i prossimi giorni magati pubblicano tutto insieme.
ho visto tutte e due le puntate,mi ero appassionato a questo programma ma nn sapevo della fine tragica di stefano,mi dispiace perchè quando certi documentari sono fatti cosi bene il telespettatore si immedesima e si affeziona ai protagonisti,speravo in un suo ritorno miracoloso ma nn è stato cosi.rimango molto dispiaciuto per la perdita di un grande italiano di un grande alpinista .ciao stefano ti ricorderemo sempre.
anche io ho visto entrambe le puntate.
Devo dire che il documentario, mazzocchi a parte, mi e’ piaciuto abbastanza. Ben realizzato e ottime alcune riprese. Dispiace anche a me per la fine di Stefano, ma chiedo all’utente Massimo: in quanto amico di Stefano, non ne eri a conoscenza di quanto accaduto?
Ah rileggendo il tuo messaggio forse capisco a cosa alludevi
(sai la data del post era fuorviante)
La scorsa settimana ho seguito la prima parte del K2 nonostante l’ora tarda e la sofferenaza nel combattere il sonno che trascinava via. Ieri sera invece sono rimasta inchiodata con occhi sbarrati nel seguire ogni momento questa straordinaria spedizione cogliendone gli aspetti più profondi ed umani: tempi e spazi si trasformano, anche i movimenti e le azioni, le emozioni, le relazioni, le comunicazioni: tutto prende una dimensione diversa, più grande, dilatata, sconfinata, estrema.
8611 Mt di altitudine: alle porte del paradiso dove la contropartita è un prezzo alto altissimo…come la vetta del K2.
Ieri sera, sul divano di casa mia ho vissuto un’esperienza straordinaria.
Ho nel cuore quell’alpinista che invano nel buio e nella tempesta chiedeva ai compagni di accendere il lume, il riferimento. Egli era disorientato e smarrito: è rimasto lì lui. Il K2 lo ha voluto con se per sempre, …e come lui tutti coloro che risalendo hanno pagato il biglietto del non ritorno: …buon viaggio… Un grazie di cuore a chi ha partecipato alla realizzazione del programma, ne è valsa la pena. Oriella da Jesolo
ciao stefano…..
stefano e’ arrivato in cima al k2 troppo tardi, intorno alle 17. nella discesa ha perso di vista il compagno di cordata. nella notte una furiosa tempesta di neve. con la radio chiede al campo intermedio di fare luce. sente di esser a un passo dalla salvezza. gli dicono di controllare il colore delle corde, che dopo una curva dovrebbe vedere il lume tutto per lui. poi “dove sono finito. senza punto di domanda. chissà che paura. povero figlio, che la terra ti sia lieve.
son d’accordo con tutti i commenti. documentario toccante e coinvolgente (sdoganerei anche Mazzocchi: che ha fatto di male?)
le immagini della bufera, quella voce persa nel buio della notte..
una grande impresa.
poi, a voler essere proprio critici, tutte quelle corde fisse..
Credo fosse Mario che chiedeva di accendere le luci…
Le luci erano accese ma era disorientato… Poi ce l’ha fatta…
Stefano era dietro di qualche centinaio di metri.
Non credo proprio si potessero chiamare, neppure se fossero stati più vicini.
Ciao, Stefano… sei stato grande.
Ciao, anche io ho aggiunto la notizia sul mio blog, veramente interessante.
Anch’io come tutti voi ho seguito le due puntate di questo toccante e coinvolgente documentario. A mio parere realizzato molto bene sotto ogni punto di vista dalle immagini ai commenti alla regia. Mazzocchi mi è piaciuto l’ho trovato vero e non “televisivo” ed in una situazione come quella non poteva essere altrimenti. Sono convinto che in questo caso la RAI abbia fatto un eccellente lavoro. Onestamente sono rimasto profondamente commosso per la tragica fine di un esistenza, anzi due considerando anche il povero portatore pakistano caduto in un crepaccio. Ma ho il massimo rispetto per chi cercando se stesso rischia ciò che ha di più grande per raggiungere la sua meta. Ciao Stefano sei più grande di quella montagna. Davide
Dopo aver letto il libro sulle scalate mi sarebbe piaciuto vedere il documentario sai dove lo posso trovare?
Vivo a Verbania, ho 49 anni e appassionata di alpinismo (ho letto tutte le imprese alpinistiche sia di un tempo sino a Messner ) nonostante l’ora della trasmissione, per paura di addormentarmi, ho messo la sveglia, e….la prima puntata, eccezionale perchè fa vedere a chi pensa che raggiungere un campo base sia una passeggiata, quanta fatica vi sia già partendo dall’inizio. La seconda puntata, il suo finale, un finale che ogni alpinista sa di andare incontro, mi ha fatto piangere, l’amore della montagna va oltre la paura della morte.
Sono entrata nel cuore di Mario, della sua attesa per vedere l’arrivo di Stefano, dei richiami volati via come la tempesta che avvolgeva quel momento. Un compagno , in quel frangente, è come una parte di se, e quando sparisce nel nulla, è come se una parte di te, svanisse nel nulla.
Anche per gli uomini che attendono al campo base, è una tortura, e il tempo, sembra non scorrere più. Il ritorno al campo base, quando manca uno di loro, è il momento più terribile, si scruta l’orrizzonte sperando di vederlo tornare, ma a quelle quote, il vento sembra trasformarsi in voce, e quella voce, ha il tono della morte, una morte messa in conto, ma difficile da accettare.
Grazie a Marco, che ha saputo dare (anche se con tanta tristezza per un finale non previsto) una trasmissione diversa dalle stupidate che spesso siamo abituati a vedere e che non danno nulla alla mente di ognuno di noi.Con il passare degli anni, documentari di imprese alpinistiche, non se ne vedono più eppure so che ne esistono. Un bacio agli alpinisti,operatori sherpa, ma un bacio in particolare a Stefano che giace su quell’amata montagna che finalmente era riuscito a raggiungere. Ciao Stefano e grazie.
complimenti per la trasmissione e un grazie agli alpinisti
Ciao scusa lo spam ma non ho trovato il modulo dei contatti..
volevo chiederti se ti interessava uno scambio link con il sito http://www.scaricando.it
se ti interessa puoi inserire come key del link: “Programmi Gratis”
Ciao e grazie fammi sapere per e-mail
Ho visto solo la seconda puntata, è stata una serata straordinaria… le emozioni che ho provato da appassionato della montagna sono state un qualcosa di indescrivibile. Complimenti a tutto lo staff… Un grande saluto và al povero Stefano che al costo di realizzare un sogno ci ha lasciati nel luogo in cui sperava di conorarlo…
Vi prego io voglio rivedere tutte e due le puntate se qualcuno mi potrebbe far sapere come averle vi prego di contattarmi alla seguente email MITCH19@HOTMAIL.IT…
Di nuovo ciao Stefano e grazie.
cia stefano……… se possibile vorrei rivedere le 2 puntate fatemi sapere come.complimenti a mario e daniele……. e a marco mazzocchi……..
da quando ho visto il doc sulla spedizione al k2 non faccio altro che pensare a quello che e’ successo lassu’. avrei due domande da fare (premetto che sono una profana di alpinismo e quindi forse faccio domande sciocche): perche’ in discesa stefano e mario non erano legati uno all’altro?
e perche’ non e’ stata data una ricetrasmittente a tutti e quattro i membri della scalata?
se qualcuno puo’ rispondere…. ciao, rosaria
per Elisabetta
ESTRATTO DAL MEMORIAL NARDI PAG. 4 :” …sapevo perfettamente che sopra queste quote si è da soli e che un compagno di cordata, pur volendo, in caso di malessere o incidente, può fare ben poco. Essere da solo mi rendeva in certo qual modo tranquillo.”
GRAZIE NARDI PER AVERCI FATTO CAPIRE COSA E’ SUCCESSO LASSU’…
CIAO ZAZA RIPOSA IN PACE
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Ho rivisto diverse volte il documentario di Mazzocchi e, sconvolto, sono arrivato alla conclusione che Stefano abbia dato “tutto” durante la salita e che il suo destino in cima fosse ormai scritto. Com’è differente il commento dell’arrivo di Vielmo da quello di Nardi! E Stefano poi non viene mai inquadrato in viso; lo si vede carponi immobile nella neve un po’ più in basso rispetto al punto di ripresa e poi mentre si avvia barcollante senza zaino (?) verso il pendio, incespicando e cadendo dopo alcuni passi. La sensazione che si ricava da queste immagini è quella di un uomo spento e incapace di reggersi in piedi. Come ha potuto affrontare traverso e collo di bottiglia in simili condizioni fisiche?
E’ veramente arrivato sul plateau come si asserisce?
Si sarebbe salvato se il tempo fosse rimasto bello?
che lassu ci sono arrivati è indubbio…ma i fatti sulla fine di stefano..beh…secondo me nn sono chiari,xke tutti dicono cose diverse,perche nessuno spiega con esattezza cio ke è successo…ricordo a tutti che stiamo sempre parlando di un film..e che la verita viene spesso cambiata.ha ragione stef nello scrivere cio ke nardi ha detto nel suo memorial…sembra quasi ke se n’è lavato le mani…e io ho gia detto in passato ke,visto ke stavano salendo insieme…dovevano aspettarsi…TUTTI!una cordata sale piu in fretta di un singolo uomo…o ce ne siamo scordati tutti?…questo fa capire pienamente ke lui è la star del filmetto…gli altri sono solo serviti allo scopo…e purtroppo il migliore di loro non è piu tornato…che schifo…